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Storia di Lissone

Lissone nel corso dei secoli

Un primo insediamento nell'area dell'attuale Lissone risale al I secolo d.C.: nasce un piccolo villaggio agricolo, che cresce di dimensioni e di importanza divenendo successivamente un borgo ed un comune, nel XI secolo.

Nel XII secolo viene fortificato con la costruzione di mura che cingevano l'abitato e di un fossato attorno.
L'importanza del comune crebbe con l'insediamento dei frati Umiliati, che eressero ben cinque conventi tra il XIII ed il XVI secolo.

Queste comunità monastiche di frati e suore si dedicavano alla lavorazione della lana e alla produzione di tessuti.
Ciò favorì indirettamente lo sviluppo commerciale ed economico di Lissone, tanto che lo stemma della città richiama proprio il simbolo degli Umiliati, un agnello color argento su un prato verde e con lo sfondo azzurro e con un drappo su cui scritto il motto Vincit omnia humilitas.

Tuttavia l'agricoltura e la tessitura non sono sufficiente per sostentare l'intera popolazione così che diverse persone emigrano verso le grandi città.
Nel 1748 con il Trattato di Aquisgrana l'area del Milanese passa all'Austria: si ha allora un notevole sviluppo agricolo ed industriale ed un conseguente aumento del commercio.

Le famiglie benestanti milanesi edificano nell'area di Brianza case di villeggiatura e commissionano agli abitanti del luogo la costruzione di mobili.
I lissonesi colgono al volo questa occasione per specializzarsi nella manifattura del mobile in tutte le sue parti: nascono l'intagliatore, il tornitore, il lucidatore, il laccatore, il decoratore, il tappezziere.

Nell'ottocento quest'arte del mobile è consolidata e diviene una vera a propria industria.
Nel 1870 la Società di Mutuo Soccorso fonda la Scuola Professionale di Disegno e Intaglio, e a partire dal 1880 si organizzano esposizioni di mobili.

Il commercio di questi si estende prima al mercato italiano, e poi all'  Egitto, la Turchia, il Medio Oriente.
Le ditte lissonesi partecipano inoltre con grande successo ad esposizioni internazionali.
L'agricoltura passa in secondo piano e l'attività artigianale del mobile diventa la fonte economica principale.
Dal 1936 si organizza la Settimana del Mobile che viene poi sostituita nel 1958 dalla mostra  permanente Palazzo del Mobile.